"I COMPAGNI DEL CIRCOLO CULTURALE PROLETARIO DI GENOVA SONO SOLIDALI CON CITTA' DEL SOLE PER L'ENNESIMO VIOLENTO ATTACCO SUBITO"
Solidarietà con La Città del Sole
Il G.A.MA.DI., su sollecitazione del proprio presidente, Miriam Pellegrini Ferri,
è disponibile a mobilitarsi per solidarietà con il Centro Culturale La Città
del Sole e frattanto segnala a tutti i propri iscritti e simpatizzanti le
violenze e intimidazioni che state subendo, perché possanointervenire ed
attivarsi per fare quanto nelle loro possibilità.
Un abbraccio dal G.A.MA.DI.
Mobilitiamoci a difesa del Centro Culturale "La Città del Sole", per
una politica nuova di fruizione degli spazi pubblici.
Per l’ennesima volta – la nona! – la sede del Centro Culturale “La Città del Sole”
è stata oggetto di violenza e intimidazione: è stata nuovamente sfondata una
delle porte di accesso interne all’edificio; sono state rubate attrezzature,
libri e documenti; è stato messo tutto a soqquadro e devastato; è stata sparsa
dovunque la polvere contenuta negli estintori con gravi danneggiamenti e con il
risultato di rendere inagibile l’intero spazio.
L’indifferenza e l’assenteismo del Comune non sono più espressione di insensibilità
e incapacità ma oggettivo e complice favoreggiamento del disegno e degli atti
criminosi ai nostri danni. È intollerabile che non soltanto la Giunta ma anche
le direzioni amministrative continuino ad ignorare gli eventi criminosi che
vengono consumati – anche con danneggiamenti gravi all’immobile di sua proprietà
– per aver consapevolmente omesso il dovuto servizio di vigilanza. Ed è
inqualificabile il costante atteggiamento assenteista dei consiglieri comunali
– puntualmente informati dei fatti e continuamente sollecitati ad intervenire –
che hanno tradito il mandato popolare per farsi ruffiani dell’amministrazione e
complici dei suoi reati omissivi.
La magistratura, invece di indagare sulle omissioni del Comune – che sono all’origine della situazione attuale – e costringerlo a tutelare la sicurezza del bene pubblico, delle attività, dei beni e delle persone, ha incaricato delle indagini addirittura la polizia municipale (!!!) e sta perseguendo – nientemeno! – presunti illeciti annonari nell’edificio.
C’è ben altro da indagare su quanto sta accadendo intorno all’ex Asilo Filangieri.
Ormai è chiaro che i furti sono soltanto l’aspetto occasionale di questi fatti
criminali: il vero intento è intimidatorio ed è finalizzato a costringerci a
cessare la nostra attività e a farci abbandonare quei locali.
Questo accanimento criminale nei nostri confronti si verifica nel momento in cui
si sta cercando di risolvere in modo tartufesco la situazione all’ex Asilo Filangieri
e il nuovo regolamento di assegnazione degli spazi comunali permette di
attribuire i nostri locali ad altri. Questa prospettiva reazionaria prende
corpo nel momento in cui in città, all\'opposto, una sana e fresca ondata di occupazione
di spazi pubblici pone con forza la voglia di partecipazione e di protagonismo
di massa e l'esigenza di strumenti e luoghi di crescita civile, sociale e
culturale.
Per circa tre anni il Centro Culturale “La Città del Sole” – senza un solo euro
di sostegno da parte di nessuno e, anzi, dovendo resistere a difficoltà e
boicottaggi da parte della vecchia come della nuova giunta comunale – è stato
uno “spazio franco”, un’isola di libertà e democrazia a disposizione di tutti.
Un numero incalcolabile di associazioni, organismi, collettivi e semplici
cittadini hanno avuto la possibilità di utilizzare liberamente lo spazio;
migliaia di eventi – i più diversi – sono stati realizzati; collaborazioni e
sinergie tra soggetti e iniziative diverse hanno avuto modo di avviare percorsi
comuni. Molto prima e molto diversamente dalla vuota demagogia sui “beni
comuni” e sulla “democrazia partecipativa” è stato definito molto concretamente
un modo assolutamente aperto di fruizione e gestione collettiva di uno spazio,
senza censure o autorizzazioni falsamente democratiche di sorta.
Le omissioni e l’indifferenza del comune e gli atti di intimidazione che ne sono la conseguenza minacciano l’esistenza di questo spazio di libertà.
Continueremo a resistere, a contrastare i farabutti che si fanno strumento di questi disegni, a denunziare all’opinione pubblica i reati omissivi del Comune e la sua oggettiva complicità con quanto sta accadendo, ma pensiamo che sia giunto il momento di una mobilitazione che dia una risposta più chiaramente politica.
Chiediamo a tutti coloro che hanno utilizzato lo spazio – associazioni, collettivi,
organismi, singoli operatori culturali e sociali – e a quanti hanno partecipato
alle innumerevoli attività e iniziative realizzate di schierarsi attivamente a
difesa del Centro Culturale “La Città del Sole”.
Già numerosi amici del Centro hanno espresso solidarietà e determinazione a mobilitarsi.
Un gruppo di giovani si è mobilitato per rimettere subito la sede in condizione
di riprendere a svolgere il suo ruolo e tutte le attività programmate. Grazie a
questo generoso intervento già venerdì potremo far svolgere regolarmente
l’iniziativa programmata sull’appropriazione delle terre in Africa.
Chiediamo a tutti di partecipare martedì prossimo, 5 febbraio, alle ore 17,30,
ad una assemblea in cui discutere e decidere insieme le azioni di lotta,
modalità ancora più avanzate per una gestione condivisa dello spazio, per
definire